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La passione per scrivere

L'amore per la scrittura è nato, proprio come per la musica e la pittura, è nato quasi per scommessa con me stesso. Volevo poter scrivere delle mie esperienze di vita in cascina e di tante storie lontane, di quando ero bambino. La cosa mi ha “preso la mano” e ne è uscito un bel romanzo poliziesco, Fazzoletti di mare.
Un’ambientazione fuori dagli schemi e una serie di personaggi che tutto si sarebbero aspettati tranne che di interpretare di una storia così fantastica...

Un assaggio

In questa sezione potrete trovare tutte le informazioni necessarie per l’acquisto del libro e potrete anche averne un piccolo assaggio leggendo un paio pagine prese a caso dallo stesso.

Informazione e acquisto online

Credo possa diventare un’ottima compagnia per le vostre serate; un libro da non dimenticare di mettere in valigia partendo per le vostre vacanze. Ancora, un’eccellente idea regalo che vi ricambierà con momenti di vero relax.
Per qualsiasi informazione e per l'acquisto online del mio romanzo d'esordio contattatemi tramite casella di posta elettronica: info@artesogno.it

Fazzoletti di Mare

Recapitolazione

La copertina del libro Fazzoletti di Mare
Clicca qui o sul image per ingrandire

A Cortegrande la vita scorre lenta e monotona le stagioni e le risaie ne scanidscono i tempi. Uomini e donne abitano questa realtà semplice ed un po' scontata: debolezze e passioni si confrontano/scontrano con una natura arcigna, sempre protagonista, più o meno direttamente, delle umane sorti.
Le grandi città, sullo sfondo, sembrano solo miraggi lontani, bagliori distanti, quasi inafferabili...
All'inizio degli anni '60 la placida tranquillità di quella campagna viene sconvolta da una rocambolesca successione di eventi, che cambierà per sempre la vita dei personaggi coinvolti. Una nuova forza, unita ad una crescente consapevolezza, scardinerà irrimediabilmente l'isolamento e l'ingenuità degli abitanti di Cortegrande.
Un bambino di sette anni, Dino, diventerà, suo malgrado, testimone dell'eterno agone tra Bene e Male. Quale delle due forze avrà il sopravvento?

Pagine del libro

Pagina 50 e 51

La distanza tra l’ambulatorio comunale del dottor Molinari e la canonica della chiesa di Sant’Anna era breve.
  Per il medico condotto quel breve tragitto non rappresentava uno sforzo particolare, anzi era una piacevole passeggiata per le vie di Cortegrande; quando poteva si allungava fino alle campagne circostanti, portandosi appresso piccoli libri che leggeva camminando o seduto sopra un argine: era un accanito lettore.
  Per il Molinari la passione per la buona cucina era pari a quella per la psicologia comportamentale e per le patologie ad essa collegate. Nel suo studio, inoltre, non mancavano testi di parapsicologia e fenomeni paranormali.
  Nel pomeriggio, aveva pensato frequentemente alla telefonata del parroco. Quell’appuntamento era per lui un fatto insolito, non gli era mai capitato di ricevere un invito da Don Martini.
  I rapporti tra i due erano sempre stati eccellenti ma non certo informali: il rispetto era reciproco.
  Cosa poteva volere da lui Don Martini? pensava il dottore. E chi era la terza persona di cui il parroco aveva taciuto il nome?
  Il medico, assorto nei suoi pensieri, non si accorse nemmeno del sindaco Fantoni, che senza aspettare di essergli vicino, lo chiamò con quella sua voce stentorea, amplificata dai portici che costeggiavano la piazza della chiesa.
  “Dottor Molinari, che gradita sorpresa!” esclamò il primo cittadino.
  Il dottore, dopo un istante di smarrimento, si girò lentamente in direzione della voce che lo chiamava e con disappunto ben celato constatò che si trattava del Fantoni. Pervaso da un senso di fastidiosa insofferenza ma con assoluta maestria diplomatica sfoderò un sorriso di cordiale sorpresa. “Buongiorno a lei Fantoni”, rispose il dottore evitando con cura di usare l’appellativo di sindaco, semplicemente perché non riteneva il Fantoni adatto a quell’incarico: braccia tolte all’agricoltura o alla mungitura delle vacche. Non era una questione politica: il dottor Molinari non ragionava in tal senso. Da perfetto qualunquista considerava la politica un’inutile e quanto mai banale perdita di tempo. Solo un piccolo teatro delle vanità.
  “Come sta il nostro tutore della salute pubblica?” continuò il sindaco una volta raggiunto il suo interlocutore.
  Per il Molinari essere qualificato tutore della salute pubblica era più un insulto che un complimento. “Che parolone... Sono un semplice medico condotto”, si schermì sorridendo.
  “Dove sta andando di bello? Qualche visita urgente, qualche moribondo?” chiese spavaldo il primo cittadino.
  “Niente di tutto questo, vado in parrocchia da Don Martini”.
  “Non mi dica che Don Martini sta male? Quello piuttosto che farsi visitare preferisce fare un bel tuffo nell’acqua santa”.
  “No”, assicurò il dottore, “Sono io ad aver bisogno di lui e dei suoi servigi: vorrei confessarmi”.

Pagina 188 e 189

Il sole era sceso lentamente oltre le colline lontane.
  In cielo, le stelle iniziavano a fare capolino, la dove la notte era già arrivata. Nascosto in uno dei grandi fienili della cascina, Tarantola attendeva il momento opportuno per ritornare al vecchio mulino, dove avrebbe incontrato Anna.
  Dall’alto del suo nascondiglo aveva osservato alcune pattuglie dei Carabinieri che transitavano su quelle stradine di campagna. Probabilmente avevano trovato il cadavere di quell’uomo e ora stavano dando la caccia al presunto assassino.
  Verso sera, una di queste era entrata nel piazzale della cascina e si era fermata ad interrogare i residenti.
  Era stato colpito da un particolare, un particolare insolito per quella regione. Il militare che faceva le domande era un Capitano. Non gli era nuovo, l’aveva già visto e ora si chiedeva dove potesse averlo visto.
  Era veramente un fatto insolito che un ufficiale si prendesse la briga di venire in quel posto dimenticato da Dio. Questo voleva dire solo una cosa: avevano fiutato la pista giusta e ora stavano chiudendo il cerchio. Chissà se gli altri due erano riusciti a fuggire e sporatutto se erano ancora vivi.
  Tarantola si aspettava di ritrovarli in galera, qualora le cose si fossero messe male e li avessero catturati. Avrebbe atteso che il buio fosse ancora più impenetrabile e poi sarebbe sceso da quel fienile per ritornare al mulino del corvo.

Il capitano Scajola era seduto, pensieroso, nella vettura di servizio, la stessa che lo aveva portato da Milano fino a Cortegrande.
  La segnalazione pervenuta al Comando lo aveva messo in allarme. Era chiaro che quell’incidente era stato provocato dall’incontro del sindaco con uno dei malviventi, che sicuramente si era nascosto in quel mulino.
  Le pattuglie dispiegate stavano perlustrando una vasta area e non vi era strada che non fosse presidiata da un posto di blocco.
  Scajola leggeva e rileggeva i verbali compilati prima del suo arrivo sulla scena delle operazioni: uno di questi, in particolare, aveva insospettito l’ufficiale, anche se mancava un tassello che potesse ...

ISBN 978 88 95734 02 6
Stampato in Italia
Tipografia Arti Grafiche Biellesi
finito di stampare nel mese di febbraio 2008
© 2008 LINEADARIA Editore, Biella
Proprietà letteraria, artistica, tecnica riservata
Biella, 2008
Illustrazione di copertina: Antonio Mantovan
info@antoniomantovan.com

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